Galoa - Galleria Africa Curio

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Galoa

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G A L O A - Maschera di danza           Dimensioni:  31,5 x 24 cm              Gabon meridionale

Legno leggero dipinto con pigmenti nei colori ocra, rosso, nero
Fori intorno al bordo, segni d’uso, rotture e restauri conservativi, patina d’epoca

La forma di questo esemplare corrisponde agli stilemi classici delle maschere Galoa.
L’ovale del viso si appoggia su un piccolo collare che circonda tutt’intorno la maschera.
Le arcate delle sopracciglia si uniscono al naso sottile e stilizzato. Gli occhi globulari, dipinti di
rosso, sono tagliati da strette fessure. La fronte è segnata al centro con il triangolo in rilievo
dipinto di nero. La bocca socchiusa, sporta in avanti, riproduce l’atteggiamento caratteristico
delle maschere Galoa nel fare la mou, il broncio.
                                            
I Galoa costituiscono un piccolo gruppo etnico di origine congolese che dopo la migrazione da
sud a nord, oggi vive nella parte meridionale del Gabon, in una zona forestale compresa tra il
delta dell’Ogoué e Lambarené, una vasta zona paludosa di difficile accesso condivisa con
alcuni gruppi di Fang meridionali. La loro cultura però è stata influenzata dai Punu, loro vicini del sud. Le maschere erano riservate agli uomini che le utilizzavano in diverse occasioni, secondo i ritmi della vita del villaggio: iniziazione dei giovani, nascita di gemelli, morte di un familiare o di una persona importante. Erano indossate anche nelle danze Okouyi organizzate dalla comunità per festeggiare un evento straordinario come, ad esempio, il ritorno di un parente dopo una lunga assenza. Le maschere Galoa hanno il volto ovale, la fronte bombata, il naso sottile allungato, la
bocca socchiusa, gli occhi sottili a mandorla con palpebre appena aperte. Le orecchie di solito sono assenti ed intorno al volto sono presenti i buchi adatti per fissarvi la mantella di rafia che nascondeva il danzatore.  Il viso, decisamente astratto, è diviso in settori colorati con impasti di vernici nere, bianche e rosse, applicate, secondo le occasioni, anche in fasi successive. Questi colori hanno un loro significato simbolico: il bianco è il colore benefico dell’innocenza, significa pace e fortuna; il nero è il colore malefico che segnala lutti, guerre, collera; il rosso denota la vitalità sempre auspicata.

- PERROIS LOUIS “Arts du Gabon” Arnouville 1979; pagina 47 e pagine 241, 265  (119)
- PERROIS LOUIS "Gabon: L'ordre du sacré - masques et statues des peuples de l'Ogooué"
  Galerie Leloup, Paris 1988, tav. 1  (410)
- SIROTO LEON  “East of the Atlantic, West of the Congo: art from Equatorial Africa from the
  Dwght and Blossom Strong collection”, Seattle, Wa, USA 1995, foto di copertina e pagina 32,   figura 16  (360)
- PERROIS LOUIS & GRAND-DUFAY CHARLOTTE “ Les masques blancs du Sud-Gabon - seconda
 parte"
 Articolo pubblicato su Art Tribal n ° 9, Autunno 2005 Bruxelles, pagg. 90 - 111, figure a pag. 105
- GRAND-DUFAY CHARLOTTE “ Les masques Galwa aux triangles noirs, rouges ou blancs”
 Articolo pubblicato su Art Tribal n ° 84, Estate 2017, Bruxelles, pagg. 94 – 109

 (Foto Archivio - Rif. 19.266)

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